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BIO EDILIZIA
L’edilizia convenzionale dominata dall’industria del cemento e della chimica, ha creato la convinzione popolare che per realizzare, costruire una casa sono necessari ferro, cemento e materiali prodotti dalla sintesi di composti petroliferi. La stragrande parte delle case costruite nel nostro Paese, dal dopoguerra fino ad oggi, sono state realizzate principalmente con questi materiali che molte ricerche scientifiche indicano come causa di effetti collaterali indesiderati che vanno dal disagio sensoriale a gravi conseguenze sullo stato di salute. Gli stili di vita contemporanei ci dicono che le persone, nell’arco della giornata, trascorrono la maggior parte del proprio tempo in ambienti chiusi (indoor).
Studi scientifici mettono in evidenza che la concentrazione di inquinanti nell’aria indoor è spesso superiore ai rispettivi valori esterni tant’è che si può parlare concretamente di sindrome dell’edificio malato fonte di patologie correlate all’inquinamento domestico.
I composti cementizi, mattoni, intonaci, pitture, isolamenti a cappotto in polistirolo o poliuretano provenienti da chimica di sintesi disperdono direttamente negli ambienti domestici, Composti Organici Volatili (VOC), Formaldeide, Benzene, ecc. provocando: irritazione agli occhi, al naso e alla gola, mal di testa, nausea, stanchezza. Talvolta sono responsabili di effetti cronici che comprendono danni ai reni, al fegato e al sistema nervoso centrale e, in casi estremi di tumore.
La maggior parte dei materiali usati comunemente in edilizia non hanno traspirabilità con il rischio di diventare veicolo e di produzione di muffe, batteri, pulviscolo e acari.
Inoltre molti di questi materiali sono altamente conduttori esponendo la casa a ponti termici con l’esterno rendendole altamente energivore, costringendo chi ci abita a riscaldare o raffrescare continuamente per mantenere temperature “vivibili”. Inevitabilmente si producono sostanze nocive come gli Idrocarburi Policiclici Aromatici-IPA e Particolato Aerodisperso, contribuendo all’inquinamento dell’aria indoor e sottoponendo chi ci abita o ci lavora a pericolose patologie che rappresentano un rischio per la salute dei soggetti esposti.

PER APPROFONDIRE CONSULTA LE SCHEDE TECNICHE DEGLI INQUINANTI INDOOR

CRITERI COSTRUTTIVI.
1) Materiali.
E’ necessario fare uso di materiali naturali, indagando il più possibile sulla naturalità e sul non inquinamento delle materie prime, nonchè sulle varie fasi del ciclo di produzione, sul consumo di energia richiesta ed anche sulla quantità e sulla riciclabilità degli scarti di produzione.
I materiali devono essere traspiranti (no alla barriera vapore), regolatori di umidità, neutralizzatori (almeno in parte) di sostanze tossiche, a bassa conducibilità termica ed acustica, non inquinanti chimicamente ed elettricamente, di produzione locale.
Tali aspetti vanno osservati sia per i materiali aventi compiti e caratteristiche strutturali, sia per i materiali isolanti, per gli intonaci e le pitture murali, sia interni che esterni, come pure per la protezione e le pitture degli arredi.
Alcuni ottimi materiali naturali sono i seguenti:
il legno (allo stato grezzo, oppure trattato con sali di boro, resine naturali, cera d’api)
l’argilla cruda,
l’argilla cotta (il laterizio)
il canapulo (parte legnosa della canapa sativa)
la paglia
la calce spenta (grassello di calce);
la calce idrata

2) Le Fondazioni ed uso del cemento armato.
Le fondazioni possono essere costruite con tecniche e materiali diversi (cocciopesto, pietrame, muratura, trasskalk, calcestruzzo -cono senza armatura, ecc…) a seconda dei carichi e delle caratteristiche del terreno.
In zona sismica e’ obbligatorio fare uso di cordoli e/o plinti in c.a.; in tale caso e’ possibile operare delle interruzioni nella

fig. 1

continuità della armatura longitudinale (fig. 1) al fine di evitare la chiusura ad anello della armatura stessa; tale operazione, possibile in quanto la trasmissione delle forze tra le barre avviene mediante bielle di compressione nel calcestruzzo compreso tra le stesse, va posizionata in sezioni poco sollecitate e scelte quindi con particolare attenzione . In quanto al calcestruzzo, per il quale si ritiene in taluni casi il suo uso, a fini strutturali, particolarmente importante e valido, non solo in fondazione, ma che comunque va usato con parsimonia.
Si consiglia quanto segue:
– confezionare il calcestruzzo in cantiere al fine di avere una conoscenza esatta della sua composizione, evitando l’uso di additivi di qualunque genere e scegliendo opportunamente un basso rapporto acqua-cemento, al fine di ridurre il più possibile la formazione di fessurazioni durante l’indurimento, principale causa del degrado delle strutture in c.a.;
– mettere a terra l’armatura metallica con impianto autonomo rispetto la messa a terra dell’impianto elettrico.

 

fig. 1

3) Ventilazione massetto di fondazione.
Tale operazione, che va fatta sia al piano terra che al piano scantinato, consiste nel predisporre nel vespaio di fondazione, con orientamento preferibilmente Nord- Sud, oppure concorde con la direzione dei venti prevalenti, di una tubazione forata e collegarla con una presa in entrata ed una presa in uscita alla facciata anteriore ed a quella posteriore della costruzione; la differenza di temperatura fra le due facciate e la conseguente sia pur lieve differenza di pressione atmosferica,
consentono una ventilazione naturale del massetto, con conseguente espulsione di umidità e gas radon (eventualmente presente) dal fondo della costruzione

 

4) Strutture in elevazione.
E’ consigliabile evitare le strutture intelaiate in c.a. a causa dei numerosi problemi ai quali già e’ stato in parte accennato, ed ai quali e’ invece da aggiungere l’effetto schermante (effetto “gabbia di Faraday” ) che la presenza dell’armatura all’interno del c.a. comporta, nei confronti degli irraggiamenti tellurico e cosmico naturali, ai quali l’uomo, nel corso dei millenni si e’ oramai adeguato, e che risultano pertanto preziosi per le varie attività dei processi metabolici e per le interazioni cellulari all’interno dell’organismo.
Sono da preferire, anche in zona sismica, le strutture a muratura portante; ovviamente deve trattarsi di muratura con adeguate caratteristiche di resistenza e l’eventuale porizzazione deve essere ottenuta con elementi naturali. Per motivi analoghi a quanto suddetto è anche da evitare la muratura armata.
E’ inoltre importante che sia affidato al laterizio, oltre che il compito di sorreggere i solai dei piani superiori, anche il compito di accumulo termico , particolarmente utile al fine di smorzare le variazioni di temperatura nelle diverse ore del giorno e della notte durante l’estate e fra le ore con il riscaldamento acceso oppure spento durante l’inverno. E’ pertanto necessario che qualora si decidesse di scegliere una muratura a “sandwich” , questa abbia posizionati l’isolante (sughero o altri materiali naturali) e la parete leggera verso l’esterno, onde consentire alla parete interna, di spessore e massa maggiori, di esercitare appieno tale funzione di accumulo termico.

5) Solai di piano e copertura.
Vanno costruiti, se possibile, con struttura portante in legno, preferendo legname di provenienza locale (pino, larice e castagno vanno benissimo).
Il massetto di sotto pavimentazione e’ bene sia dotato di massa, al fine di attenuare i rumori di calpestio dei piani superiori ed agire anche come accumulo termico nelle ore in cui, d’inverno, il riscaldamento rimane spento. Particolarmente adatti a tale scopo sono il massetto costruito con impasto (circa 10 cm.) di calce e sughero, oppure, meglio ancora, con uno strato di mattoni di argilla cruda, rasati successivamente con sughero e calce,oppure solo sughero (vedi fig. 9, 9.1).
Qualora si decidesse di scegliere per qualche motivo un solaio in latero-cemento e’ consigliabile predisporre i travetti orientati secondo l’asse Sud -Nord, al fine di arrecare la minore alterazione possibile all’orditura del campo magnetico naturale.
La “copertura deve” essere ventilata: al di sopra dell’assito di tamponamento va posto un doppio strato di sughero oppure di cocco o fibra di legno; va posta poi una protezione antigoccia (ad esempio un pannello di fibra di legno imbevuto di lattice oppure un telo microporoso traspirante) e quindi, .nella direzione della falda, vengono posizionati i moraletti per la ventilazione. Il tutto viene poi chiuso da un secondo tavolato per la posa dei coppi con malta, oppure, meglio ancora, un’orditura di moraletti trasversali per la posa, completamente a secco, di coppi con nasello e gancio; ciò consente, oltre che un ottimo microclima all’interno dell’abitazione, soprattutto d’estate, una definitiva stabilità dei coppi ed una estrema facilità di manutenzione.
6) Impianti.
E’ bene che gli impianti siano concepiti secondo criteri di funzionalità e semplicità; ciò rende più agevole la loro compatibilità bioecologica. La migliore energia è quella non consumata

In Bio Edilizia la scelta dei materiali, è indirizzata ad utilizzare materie prime e la loro trasformazione in maniera totalmente naturale, rispettose dell‘ambiente e compatibili con la salute. Fare una ristrutturazione in Bio Edilizia significa scegliere materiali in grado di aumentare il comfort abitativo che, oltre a prendere in considerazione l’aspetto salute prende in considerazione la qualità e la sicurezza costruttiva. Materiali come il legno, l’argilla, la paglia, la terra cruda, il grassello di calce, la calce romana, i cotti, il cannicciato ecc. sono stati utilizzati in passato e oggi, abbinati a tecniche e tecnologie costruttive moderne sono in grado di creare case durevoli nel tempo, resistenti alle temperature esterne sia estive che invernali.

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